CONVENTION FAMIGLIA SALESIANA A SIRACUSA

Il resoconto di una bellissima esperienza attraverso le parole di Roberta e Salvatore Parrino

Ci siamo presi del tempo prima di scrivere le nostre riflessioni su questa bellissima esperienza della 2° CONVENTION DELLE FAMIGLIE DI SICILIA, perché CI VUOLE TEMPO PER LASCIARE sedimentare le acque mosse dell’entusiasmo e dell’emozione per poter riguardare con calma ogni cosa e valutarla con sguardo limpido e cuore sereno.

Si, perché certamente gli ultimi tempi che hanno preceduto questa giornata speciale non son certo stati per noi molto tranquilli: a volte la tensione, lo stress, la fatica di cercare di raggiungere più persone possibile per coinvolgerle, i problemi con gli sponsor che ci hanno dato forfait, la paura di non riuscire a trasmettere ciò che ci eravamo posti come obiettivi, hanno tenuto la nostra mente e la nostra casa in uno stato di fibrillazione continua.

Nonostante tutte le incombenze da assolvere, però, il nostro pensiero era spesso rivolto a Dio, perché ascoltasse il nostro anelito profondo che si nascondeva tra le mille cose da pensare:” Signore, che questo giorno lasci nel cuore delle famiglie che verranno un seme di speranza, di gioia, di entusiasmo per testimoniare la bellezza dell’Amore che si vive in tante famiglie nella semplicità.

E adesso che tutto è passato, ascoltandole risonanze di coloro che hanno partecipato all’incontro, siamo rimasti molto colpiti nel sentire che molti sono ritornati a casa contenti ed emozionati per la ricchezza dell’esperienza vissuta. In molti hanno apprezzato la testimonianze di vita  di coppie comuni che, a differenza di altre, non sono sante per virtù eroiche riconosciute,  ma si impegnano a diventarlo semplicemente amandosi quotidianamente, scegliendosi ogni giorno anche dopo 50 anni,  perdonandosi anche quando si fanno errori pesanti, perché si lascia sempre la porta aperta alla speranza ,ricordando il motivo per cui ci si era scelto promettendo il “SI “ per sempre.

La nostra giornata è iniziata con la preghiera guidata dal nostro Don Angelo Grasso e da Suor Maria Ruta che ci accompagnano in questo cammino con le famiglie nel Movimento. Tutti insieme, bambini, giovani, coppie, anziani, suore, sacerdoti. Tutti insieme, perché la Bellezza della Chiesa come l’ha voluta Gesù è così, varia, gioiosa, unita pur nella diversità di ministeri e vocazioni, colorata e luminosa come i tanti fazzolettoni gialli che si stagliano sul grigio delle pareti della cripta. LA FAMIGLIA REGGE IL MONDO…recita il logo della nostra giornata, la famiglia, un punto di appoggio per sollevare il mondo!

Dopo la preghiera abbiamo il piacere di accogliere Salvo La Rosa che condurrà un talk show al quale sono state invitate due coppi di sposi, una coppia di fidanzati, due giovani e il caro Don Attard del consiglio mondiale degli SDB e la cara Suor Runita del consiglio mondiale delle FMA.

Anche se attorno agli ospiti ci sono più di 800 persone che ascoltano, la sensazione è quella di essere seduti attorno ad un tavolo in cui ci si racconta la vita di ogni giorno.

Silvia e Vincenzo (fidanzati) testimoniano la loro scelta del matrimonio cristiano “per sempre” in un momento storico in cui più facilmente si sceglie la convivenza ad oltranza, dopo la loro ricerca di un percorso di formazione e crescita per il loro amore. Ci parlano delle paure per il futuro, dei commenti dei loro amici in riferimento alla loro scelta, non sempre benevoli. Essi ci trasmettono la freschezza del loro amore che stanno vivendo come sostegno vicendevole soprattutto per la condizione di essere lontani dalle famiglie di origine, dal momento che vivono a Milano.

Fiordineve e Giuseppe (coppia con 50 anni di matrimoni), con leggiadria di giovincelli, ci trasmettono la preziosità del loro amore maturo ma ancora capace di guardare oltre le rughe per scorgere la bellezza dell’altro e godere della sua presenza.

Grazia e Salvo (coppia di sposi che è stata separata per due anni e poi ha ripreso insieme il cammino insieme) lasciano nei nostri cuori una grande speranza: che nulla è perduto, che l’amore va costruito anche sulle rovine, che si può ritornare alla scelta originale dell’altro per ritrovare le motivazioni, e ci si può perdonare riprendendo in mano la propria famiglia con coraggio e determinazione, non dimenticando coloro che ci hanno aiutato a risalire la china 

Infine i due giovani dell’MGS hanno condiviso con tutti la consapevolezza della ricchezza che hanno ricevuto dalle loro famiglie d’origine.

Tra queste testimonianze Don Attard e suor Runita hanno elegantemente   e sapientemente offerto le loro considerazioni come saggi nonni, il tutto e allegramente condotto da Salvo LaRosa che, da ex allievo salesiano non ha mancato di inframezzare aneddoti e battute che hanno creato un piacevole clima di famiglia. 

Tra un momento e l’altro anche il dolce canto   di Martina ha deliziato la platea di attenti   ascoltatori. Quindi. La celebrazione eucaristica con l’Arcivescovo di Siracusa, animata da un coro eccezionale che ha animato la liturgia e tutta la giornata, con i bambini, cuore della nostra vita familiare al centro della scena, immobili e assorti come mai!

Nel pomeriggio, dopo un pranzo in condivisione tra i gruppi provenienti dalle varie parti della Sicilia (Ragusa, Catania, Messina, Alcamo, Piazza Armerina …) cii ritroviamo nuovamente nelle cripte per un momento di festa. Vincenzo Cascino ci intrattiene da bravissimo clown salesiano cooperatore e papà di un piccolo bimbo. La sua catechesi nello stile familiare, tramette la bellezza dell’unione della coppia anche dopo un contrasto, della gioia di essere genitori, della fatica di costruire un AMORE VERO ma con la leggerezza e l’allegria che noi abbiamo nel sangue da figli di Don Bosco...

“Noi facciamo consistere la santità nello stare molto allegri “

Qualcuno si è stupito di come si possano veicolare messaggi così profondi attraverso un mimo, un clown, una dinamica … ma noi sappiamo, da educatori, che si impara di più quando si è contenti di imparare. Così dopo Vincenzo, assistiamo ad un mimo preparato da un gruppo di giovani famiglie ragusane sul costruire la propria casa sulla roccia o sulla sabbia.

Sulla ROCCIA o sulla sabbia #nonèlastessacosa: no Jesus, no party. Così, tra qualche risata, comprendiamo la bellezza del fondare la nostra famiglia sulla PAROL e su GESÙ, che ci fanno incontrare amici e fratelli e gioire con loro.

 Poi il momento finale: la consegna del TESORO…

In ogni famiglia ci sono tesori nascosti nel baule di casa …

E lì nella cripta, i bambini con gli occhi stupiti, hanno tirato fuori dal baule i quattro pezzi più preziosi di questo forziere della Famiglia.

LA GIOIA

LA FEDE 

LA SPERANZA 

LA FEDELTA’

 Quattro parole che potrebbero sembrare vuote, se non ci fossero state le testimonianze delle coppie della mattina che ce ne hanno comunicato il valore. Così, ogni coppia dona ad un’altra il suo tesoro: Fiordi neve e Giuseppe la loro Fedeltà, rappresentata simbolicamente dalle fedi del loro matrimonio, ad una coppia di sposi più giovane. Vincenzo e Silvia passano simbolicamente una brocca di vino, la loro Gioia di fidanzati, ad un’altra coppia di giovani fidanzati. Salvo e Grazia, con un emblematico alberello di ulivo, passano la Speranza ad una coppia di sposi. Mentre Don Luvarà e suor Antonella, insieme ai giovani con il libro della PAROLA, passano la fede, con tutta la sua ricchezza, ai ragazzi più piccoli.

Un passaggio di testimone, perché ognuno di noi può e deve essere testimone nella sua vita quotidiana, nelle piccole cose. Poi tutti insieme, accompagnati dai colori di tanti palloncini, (che voleranno prima di entrare nel Santuario superiore, dipingendo il bellissimo cielo azzurro di tanti colori!), ci disponiamo davanti alla nostra MAMMA celeste, per affidare a Lei tutte le nostre famiglie e il mondo intero. A Lei, che è stata madre e comprende i desideri di ogni figlio, doniamo, alla fine di questa esperienza, i propositi di bene, gli aneliti del cuore, i bisogni più profondi nostri e di tutta l’umanità. Da Siracusa ripartiamo per casa pensando che tutto ciò che abbiamo vissuto sarà veramente fruttuoso se ognuno di noi diventa seme di bene laddove il Signore lo pone, perché la famiglia può veramente    reggere il mondo, ma solo se si mette nelle mani di Dio e si lascia guidare nella strada della vita … 

Così la famiglia, così come l’ha voluta Dio, può diventare profezia di futuro per il bene dei giovani, per le future generazioni, per l’umanità. Ci crediamo perché sappiamo che noi famiglie siamo il luogo che Dio ha scelto per porre la sua dimora, siamo l’immagine più nitida dell’amore di Dio, siamo il posto dove si impara ad amare, a perdonare e a vivere.